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News / Team Ticino
Intervista a Giona Morinini
20.3.2019

Cogliamo l'occasione per mettere a vostra disposizione un'intervista fatta a Giona Morinini, psicologo dello sport e collaboratore del Team Ticino. Per l'intervista si ringrazia il Team Ticino.

Partiamo da una domanda generale, perché lo sport è tanto amato? 

Anzitutto perché lo sport ti fa vivere emozioni insieme ad altre persone e sviluppi nuove competenze e qualità. Aggiungo che numerosi studi hanno evidenziato tre aspetti che fanno apprezzare al meglio l’attività sportiva. Anzitutto essa ti fa sentire parte di un gruppo. In secondo luogo ti insegna a vivere e a gestire emozioni intense, imparando nel contempo a valorizzarle al meglio. In terzo luogo lo sport ti insegna che gli allenamenti migliorano la tua prestazione. Insegnamenti che possono valere anche per altri ambiti della vita. 

 

Come sta di salute lo sport giovanile ticinese?

Bene da quello che vedo. Ci sono sempre tanti giovani che praticano sport e lo fanno con impegno. E noto anche molta fiducia nelle società sportive. In generale i ragazzi hanno voglia di praticare uno sport e grazie ad allenatori sempre più preparati e motivati riescono a trarre molti vantaggi per lo sviluppo personale. Certamente esistono differenza tra lo sport d’élite e quello amatoriale, ma in generale si punta sulla crescita sportiva abbinato al piacere personale. In questo senso mi sembra ci sia posto per tutti e per il nostro Cantone è sicuramente un valore aggiunto e un patrimonio da conservare. 

 

Il tuo ultimo libro si intitola: Felicemente sportivi, allenarsi alla gentilezza. Ci spieghi meglio che cosa significano questi concetti?

L’idea di base di questo testo è quella per la quale si può praticare dello sport, anche ad alto livelli, ed essere felici. Sembra un concetto ovvio, ma non è sempre così. Infatti la competizione genera una pressione importante che può essere controproducente per il ragazzo. Invece dovrebbe essere il contrario: il giovane dovrebbe essere felice di praticare sport e trovare piacere in ciò che fa. In questo senso il ruolo degli adulti è fondamentale. Le loro parole, i loro comportamenti devono fungere da esempio. Allenarsi alla gentilezza significa educare al piacere dello stare con l’altro, ascoltarlo e mettersi in gioco. E lo sport è un momento in cui questo si può fare in modo continuato: sia tra compagni, sia con i mister. 

 

In che modo gli adulti possono costruire un contesto sportivo adatto ai ragazzi?

Come detto le parole che gli adulti usano, le azioni che fanno influenzano i ragazzi. Per esempio mettendo l’accento sull’importanza della vittoria e sulla prestazione, implicitamente si insinua il dubbio della sconfitta. Se sul breve termine questo atteggiamento può anche andare bene, sul medio-lungo periodo è controproducente. Se invece si punta sui punti forti, sul lavoro settimanale e si evidenzia come il risultato positivo sia solo la conseguenza di quanto insegnato, le aspettative del ragazzo non sono sul risultato, ma su quello che si fa per raggiungerlo. In questo modo anche il timore di non raggiungere la vittoria passa in secondo piano. Io scrivo che gli aspetti importanti di una competizione, anche di alto livello, sono le emozioni. Se impari a gestirle bene sai anche come comportarti quando le conseguenze non sono quelle sperate e ne guadagni pure in autostima. 

 

Tu collabori con il Team Ticino. Che realtà è questa? In che modo aiuti i giocatori e i mister?

Ho trovato una realtà davvero di alta qualità e ben organizzata. Ogni persona è competente per il ruolo che ricopre e tutti sono sempre aggiornati e preparati al meglio. Personalmente accompagno gli allenatori evidenziando loro i dettagli emozionali dei giocatori e le dinamiche di gruppo. Ai ragazzi cerco di insegnare la gestione degli aspetti emozionali e mentali della competizione sportiva. E lo faccio seguendo sempre l’idea che accennavo prima e cioè di definire degli obiettivi in modo positivo e chiaro, altrimenti il rischio che si può incorrere è quello di non trovare soluzioni alternative e di cadere nello sconforto se il risultato non è quello auspicato. Inoltre cerco anche di facilitare la comunicazione tra mister e giocatori. Oltre all’aspetto sportivo, penso sia importante accompagnare i ragazzi nella loro crescita globale, come persone. Per questo, oltre all’aspetto calcistico, prestiamo attenzione anche all’aspetto scolastico. In alcuni casi, li accompagniamo in modo più attivo per conciliare al meglio anche gli impegni scolastici.

Fonte immagine: pagina Facebook TT 

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